RAFFAELLO SANZIO vita e opere

Il divin pittore Tutte le nostre Lezioni d’arte su Raffaello Sanzio & Co. Collaborazioni, sfide e adattamenti che saranno accomunati da un partecipante fisso: Raffaello, glielo dobbiamo. Il 2020 è stato l’anno Sanzio: cinquecento anni dalla sua morte. Insieme a lui altri artisti o personaggi che lo incontrarono e non; che ci lavorarono insieme e non; che gli insegnarono o che furono suoi allievi. È in realtà questa l’occasione per parlare delle mille facce di Raffaello e del suo unico volto, quello immortale del divin pittore: Raffaello Sanzio. Il seme della passione per l’arte e la letteratura fu probabilmente gettato nell’animo del giovane Raffaello dal padre Giovanni Santi. Egli era sì pittore, ma soprattutto letterato e, in una sua opera, possiamo cogliere un indizio – celato come un biglietto nascosto tra le lenzuola dei corredi delle nonne – che egli lasciò al figlio sugli esempi da seguire:  «Due giovani par d’etate e par d’amori» Giovanni Santi ha il grande coraggio di proporre a suo figlio due modelli giovani, grandi nella pittura: Leonardo e Perugino. Raffaello Sanzio e le Stanze vaticane «Le Logge di Raffaello e i grandi dipinti della Scuola d’Atene, li ho visti oggi per la prima volta. ed É come se uno volesse studiare Omero su di un manoscritto parzialmente deteriorato e cancellato. Il piacere che viene dalla prima impressione è incompleto; solo quando si è veduto e studiato tutto, a poco a poco e parte per parte, il godimento è totale.» Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia Le ultime opere e la morte di Raffaello La morte di Raffaello fu la tragedia del 1520. Il pittore lasciò le sue spoglie divine per mostrarsi anch’egli soggetto all’azione della morte.  Da quel giorno ebbe origine un processo di ‘canonizzazione’ artistica. Insomma, non condizioni migliori potevano attendersi coloro che trasformarono la storia di Raffaello in mito. Poiché il 6 aprile era anche la data, ricordata dai colti, dell’incontro di Petrarca con Laura, ma fu anche il giorno in cui ella morì, sempre di venerdì santo.  Due opere accompagnarono l’artista alla morte: la Fornarina e la Trasfigurazione di Cristo